La sacralità dell’itinerario

Posted on Mar 23, 2015


Quando inizi ad organizzare un viaggio, devi innanzitutto sederti a tavolino e porti alcune domande: Cosa ti interessa davvero vedere? Entro quanto vorresti partire? Ma soprattutto, quanto sei disposto a spendere?

Queste domande sono strettamente legate tra di loro e per pianificare un itinerario senza lasciare nulla al caso è bene trovare un equilibrio stabile tra le rispettive risposte. Quando si immagina un viaggio si vorrebbe fare tutto, vedere tutto, assaggiare tutto, insomma, si vorrebbe tornare a casa con una valigia piena e stracolma di ricordi perfetti; il problema è che per inseguire questo sogno si dovrebbe disporre di soldi e tempo illimitati. Di solito una persona che si approccia all’organizzazione di un viaggio in una terra così lontana come il Giappone, vorrebbe fare più esperienze possibili, conscio del fatto che un secondo viaggio potrebbe essere di difficile attuazione. È però vero che ogni attività ha un costo, e più attività si decide di fare più il prezzo del viaggio diventa oneroso.

A questo punto pertanto si aprono due strade: la prima è quella dei compromessi; se si accetta di scendere a patti con i nostri desideri, il costo complessivo del viaggio scenderà e risparmiare i soldi necessari a partire richiederà meno tempo. Questa è la via che scegliemmo al nostro primo viaggio, anche perché non avevamo scelta, avevamo un biglietto pagato per partire da lì a 8 mesi, quindi non avevamo molto tempo per mettere i soldi da parte. Optammo quindi per un viaggio che toccasse le due principali città dell’arcipelago del Sol Levante, ovvero Tokyo e Kyoto, con visite di una giornata a Yokohama e Osaka. Un viaggio del genere presenta un innegabile vantaggio, effettuando pochi spostamenti si ha più tempo per approfondire la visita di queste due città così ricche di luoghi di interesse.

Vista dalla torre, Tokyo, Giappone (2008)

Vista dalla torre, Tokyo, Giappone (2008)

La seconda strada è quella, ovviamente, di effettuare meno rinunce possibili. In questo caso non è facile fissare una data di partenza precisa, si sceglie un itinerario, lo si approfondisce in ogni dettaglio, si studiano i percorsi, le tappe e gli spostamenti senza badare troppo alle spese, una volta programmato il viaggio si inizia a risparmiare i soldi necessari e, una volta accumulati i fondi si procede a fissare una data di partenza e ad effettuare tutte le prenotazioni previste.

Questa era la via che avevamo deciso di seguire nel secondo viaggio. Non avevamo esagerato con le attività, ma avevamo comunque previsto più tappe. Per varie vicissitudini alla fine dovemmo cedere di nuovo al compromesso e l’itinerario perse pezzi di giorno in giorno fino a diventare quasi identico a quello del primo viaggio.

Questa volta non abbiamo alcuna fretta, vogliamo fare un viaggio pieno e ricco di esperienze senza doverci preoccupare del costo, l’unico limite che ci dovremo imporre è quello della durata (e non è affatto un limite da poco) perché essendo io un lavoratore dipendente non posso richiedere più di 3 settimane di ferie consecutive. Nonostante ciò abbiamo deciso di istituire la sacralità dell’itinerario, non sappiamo ancora se partiremo da soli o in compagnia, ma comunque andrà, noi non cambieremo di una virgola il nostro piano di viaggio, e se questo comporta che ci vorranno anni prima di riuscire a partire, vuol dire che aspetteremo con pazienza e con la certezza che l’attesa sarà ripagata.

Pin It on Pinterest