Non è una meta (troppo) costosa

Posted on Apr 20, 2015


Vorrei inaugurare la nuova rubrica di approfondimento “Cosa ho imparato sul Giappone” sfatando un mito! Ebbene sì, il Giappone non è affatto un luogo costoso (non troppo almeno). In realtà la cosa più spaventosa dell’andare verso il lontano paese del sol levante è che, appunto, è molto lontano. Il costo del volo sembra esorbitante ed è facile pensare che con la sola cifra necessaria per arrivare in Giappone ci si possa pagare un’intera vacanza presso un’altra meta più vicina. Questo in parte è vero, ma è sufficiente accettare di fare uno scalo e controllare spesso le offerte (soprattutto a partire da 4 o 5 mesi prima di partire) per riuscire ad acquistare un volo di andata e ritorno intorno ai 400 euro.

Astro Boy, Stazione di Kyoto, Giappone (2008)

Astro Boy, Stazione di Kyoto, Giappone (2008)

Vi consiglio comunque di puntare su scali in Europa, così da evitare la necessità di apporre l’assurdo bollo annuale sul passaporto. Inoltre noi ci siamo trovati molto bene con i voli della Star Alliance, che include compagnie come la Lufthansa e la All Nippon Air e ti permettono di fare un comodo scalo a Francoforte. Questo aiuta ad affrontare psicologicamente il viaggio, perché fare uno scalo in posti lontani (durante il secondo viaggio lo abbiamo fatto a Pechino) significa che dopo quasi dodici ore di viaggio, stanchi, sudati, probabilmente nervosi e doloranti, bisogna fare scalo per diverse ore e poi prendere un altro volo. Discorso diverso se invece il volo lungo è quello che ti porta a destinazione, l’adrenalina dell’arrivo alla meta tanto sognata cancella ogni fatica. Beh, non proprio tutte, ma quasi.

Una volta arrivati vi renderete conto di una cosa meravigliosa: il costo della vita in Giappone è molto basso. I mezzi di trasporto sono un po’ più costosi rispetto a quelli nostrani, ma il servizio non è assolutamente paragonabile e la capillarità delle linee ferroviarie e metropolitane di città come Tokyo è molto più simile (e forse anche migliore) a quello di capitali europee come Londra; ecco, rispetto a Londra, i mezzi di trasporto costano molto meno.

Mangiare costa veramente poco, il più delle volte si può tirare avanti facendo colazione, pranzo e cena con meno di 20 euro complessivi a persona; a volte siamo arrivati anche a spendere sui 10 euro senza fare nessun genere di sacrificio. Faccio un esempio di una giornata alimentare tipo spendendo poco più 10 euro:

  • Colazione: ci si può recare in una delle migliaia di caffetterie dove potrete prendere un dolcino e una bevanda calda senza spendere cifre “alla Starbucks”.
  • Pranzo: le soluzioni sono diverse, ma quella che secondo me ha il miglior rapporto prezzo/qualità è acquistare un cestino bento in uno dei tanti negozi che li vendono preparati sul momento sia caldi che freddi. Ce ne sono di tantissimi tipi diversi per soddisfare ogni genere di gusto, costano pochissimo e sono uno spettacolo sia per gli occhi che per il palato.
  • Merenda: un nikuman (panino al vapore ripieno di carne di maiale), un mochi (dolcetto di riso solitamente ripieno di marmellata di fagioli rossi) oppure uno dei tanti spuntini che si possono acquistare (caldi o freddi) in uno dei tanti minimarket aperti 24 ore o addirittura tramite le macchinette automatiche.
  • Cena: la scelta del tipo di ristorante è cruciale per decidere il budget della giornata (approfondiremo più avanti), ma con il ramen si va sempre sul sicuro. Non solo è una delle pietanze più tipiche e di sicuro più nutrienti, ma i chioschi e i ristoranti che lo servono sono davvero ovunque e anche qui ci sono ricette per ogni gusto. Uscirete dal locale con la pancia piena e con il portafoglio ancora bello gonfio.
Scodella di ramen, Tokyo, Giappone (2008)

Scodella di ramen, Tokyo, Giappone (2008)

Anche per il pernottamento ci sono soluzioni che qui neanche ci sogniamo e che permettono di dormire risparmiando. Ovviamente tutto dipende da quanto siate disposti ad accettare compromessi, perché, per dire, una delle possibili soluzioni è anche dormire in un Manga cafe, che in pratica è un locale/libreria/internet point dove dopo una certa ora, se vuoi rimanere a dormire, ti chiudono dentro e ti “liberano” la mattina dopo. Mi pare che si paghi una piccola cifra per il pernottamento, ma è una cosa davvero irrisoria.

Se l’idea di dormire su una sedia circondato da fumetti giapponesi vi sembra assurda, è solo perché non avete mai sentito parlare dei capsule hotel. Ce ne sono diversi, principalmente concentrati nelle grandi città e negli aeroporti e per poco più di 10 euro a notte vi danno… un loculo. Beh, non è proprio un loculo, ma poco ci manca. La cosiddetta capsula è una specie di buco nel muro abbastanza larga da farci stare un futon e abbastanza alta per permettervi di entrarci carponi. Alcuni hanno anche la TV (incastonata sul soffitto della capsula) e il frigo bar, ma il più delle volte sono molto spartani. La ragione per cui esistono è che in Giappone si tende a lavorare fino a molto tardi e il più delle volte la giornata lavorativa si deve concludere andando a bere al bar coi colleghi. Quindi può capitare che per ragioni di tempo o di ebrezza il lavoratore non sia in grado di tornare a casa, qui vengono in soccorso i capsule hotel.

Ryokan Kangetsu, Chidori-cho, Tokyo, Giappone (2008)

Ryokan Kangetsu, Chidori-cho, Tokyo, Giappone (2008)

Comunque sono presenti anche le classiche soluzioni alberghiere alle quali siamo abituati, come hotel alla occidentale per ogni genere di tasca e ostelli. A questi però si aggiunge la soluzione più “tipica” e che maggiormente permette di immergersi nell’atmosfera e nella cultura giapponese, ovvero la locanda tradizionale, meglio nota come ryokan. Affronteremo l’argomento in dettaglio quando inizieremo a parlare di prenotazioni (ovviamente noi cercheremo di pernottare in più ryokan possibili), comunque questo genere di alloggio è uno dei più interessanti e ve ne sono per ogni tasca; può essere più economico di un ostello o più costoso di un Hilton, con l’unica differenza che dormire in un albergo di una grande catena è più o meno uguale in ogni parte del mondo, mentre il ryokan più costoso può essere un’esperienza unica e irripetibile. Vi basti sapere che in genere si dorme nei futon adagiati sui tatami e spesso includono un giardino zen, un laghetto per le carpe koi e il tipico bagno pubblico giapponese con la onsen a disposizione dei clienti. Se pensate che abbia sparato parole giapponesi a caso, abbiate pazienza, tutto vi sarà più chiaro nei prossimi capitoli.

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