Terza Tappa – Takayama

Posted on Giu 8, 2015


La terza tappa è particolarmente importante, perché è quella che ci ha spinto a scegliere un periodo preciso per la partenza e, in congiunzione con l’ultima tappa, ci ha portato a fissare una data di partenza precisa, ma andiamo con ordine. Onestamente non avevo la più pallida idea dell’esistenza di Takayama nonostante questa sia, come ho scoperto in seguito, una meta turistica particolarmente ambita, tanto da essere soprannominata la piccola Kyoto. All’organizzazione di questa tappa ci sono arrivato per gradi partendo dalla lettura di un paio di guide.

Abitazioni tipiche con il tetto di paglia

Abitazioni tipiche con il tetto di paglia

In origine infatti non era Takayama la destinazione alla quale ero interessato, bensì Shirakawago, un villaggio molto antico le cui abitazioni ancora oggi conservano la classica struttura con i tetti di paglia tipica del Giappone feudale. Ce ne sono diversi di paesini che ancora oggi portano avanti la tradizione, ma Shirakawago parrebbe essere il più interessante, essendo completamente isolato dalla civiltà, disperso tra le montagne in una zona ricca di biodiversità e attività geologica (quindi con una buona dose di fonti termali).

Raggiungerlo è particolarmente difficile, come dicevo è isolato dalla civiltà, quindi non ci sono stazioni del treno nelle vicinanze e anche organizzarsi con un autobus sembra ostico, quindi mi sono messo a cercare tra i tour organizzati con partenze da Tokyo, Kyoto o addirittura da Hiroshima, ma il tempo di viaggio era impressionante e l’idea di passare più tempo seduto su un bus che in giro per il paese non mi solleticava particolarmente.

Alla fine, grazie all’insostituibile sito Japanican, ho trovato un tour da effettuare in giornata con partenza da una misteriosa città di nome Takayama. Cercando su Hyperdia ho visto che, sebbene bisognasse fare qualche cambio, non era impossibile da raggiungere partendo da Kawaguchiko, il che la rendeva una ottima candidata come terza tappa del viaggio. Ma a quel punto la domanda era: che facciamo, andiamo lì solo per fare il tour? Mi sembra un po’ uno spreco, vediamo se c’è qualcosa di interessante da fare lì.

Sono bastati pochi minuti su Japan Guide per innamorarmi della città. Dicevo che la chiamano la piccola Kyoto, ma la cosa non rende bene l’idea, perché Kyoto è una città splendida, ma ha tutti i difetti di una grande metropoli e della costante rincorsa all’urbanizzazione di ogni centimetro quadrato, mentre invece Takayama conserva ancora il fascino di un piccolo borgo, con una città vecchia che mantiene anch’essa le costruzioni in stile tradizionale. L’idea di fare quindi un’altra tappa da 3 giorni si è presto cementata. Dei due giorni pieni di permanenza ne avremmo passato uno partecipando al tour e uno a visitare la città.

A quel punto arrivò la sorpresa che ci portò a fissare il periodo del viaggio. Dovete sapere che il 9 e il 10 ottobre a Takayama si festeggia il festival dell’autunno e pare che sia l’equivalente autunnale del Gion Matsuri primaverile che si festeggia a Kyoto. Il che vuol dire spettacoli per le strade della città vecchia, bancarelle, gente in abiti tradizionali e fuochi d’artificio per concludere la giornata. Come resistere? Era ormai d’obbligo partire in un periodo compatibile in modo da far coincidere la nostra permanenza a Takayama con il festival, ed è quello che faremo. Certo, questo creerà qualche problema per prenotare l’albergo, ma cercheremo di muoverci con ampi margini di anticipo (e quando dico ampi, intendo con almeno un anno di anticipo).

Il Takayama Matsuri continua fino a notte fonda

Questo è più o meno il sunto della tappa, ma in realtà c’è un passaggio intermedio che abbiamo aggiunto di recente. Per chi è stato in Giappone o per chi ne apprezza la cultura, la parola mochi farà venire l’acquolina in bocca. Per chi invece non lo sapesse, i mochi sono dei dolcetti meravigliosamente morbidi fatti con una pasta di riso pestata e ripieni di diversi tipi di marmellata (la più tipica è quella di fagioli rossi). Sono buonissimi e probabilmente uno dei dolcetti di cui più sentiamo la mancanza, così mi sono chiesto se era possibile dedicare un po’ di tempo a questo dolce, magari trovando un negozio particolare o, perché no, visitandone una fabbrica. Cercando su Google, con l’aiuto del traduttore, ho trovato una ditta che produce diversi tipi di mochi e che organizza tour guidati gratuiti all’interno dello stabile. Si chiama Kikyouya e si trova ad Isawa Onsen, una cittadina che si trova, guarda caso, sul tragitto ferroviario che ci porta da Kawaguchiko a Takayama… a volte ho come l’impressione che i viaggi cerchino di organizzarsi da soli!

L’unico problema di questa visita intermedia è che dovremo farla con le valige al seguito, il che probabilmente ci spingerà a prendere un taxi per raggiungere la fabbrica e sta fortificando nella mia mente l’idea di partire non più con i classici trolley, ma con gli zaini da escursione che in situazioni come questa si rivelano particolarmente comodi.

Mochi prodotti dalla Kikyouya

PS: Anche in questo caso, non essendo ancora mai stato in questi posti, i diritti delle foto appartengono ai leggittimi proprietari (è possibile raggiungere la fonte cliccando sulle immagini stesse). Per quanto riguarda l’immagine di copertina, tutti i diritti appartengono a Backyard Travel.

Pin It on Pinterest