Quarta Tappa – Hiroshima

Posted on Giu 15, 2015


Quando iniziai ad organizzare il viaggio del 2010, Hiroshima era forse la tappa alla quale tenevo di più, principalmente perché era l’unico posto dell’itinerario dove non eravamo già stati nel 2008, ma anche perché sia la città che i dintorni offrono molti luoghi interessanti. Inoltre visitare Hiroshima è un po’ come fare un salto nella storia, uno di quei luoghi che vanno visitati anche solo per capire fino a che punto può scendere in basso l’umanità. Un po’ come visitare il museo di Norimberga dove vengono tenuti tutti gli archivi del processo tenutosi nella città alla fine della seconda guerra mondiale. Un’esperienza forte ma che va fatta almeno una volta nella vita.

Sta di fatto che nel momento in cui decidemmo di ridurre la durata del viaggio da 3 a 2 settimane, tagliammo Hiroshima dall’itinerario ripromettendoci di tornarvi prima o poi… Insomma, una di quelle cose che uno dice a se stesso per non rimanerci troppo male per aver rinunciato ad una cosa a cui teneva ma, ehi, guarda un po’? Stavolta ci andiamo davvero! Tra l’altro è l’unica tappa del viaggio che conterà ben 4 pernottamenti… lo so, a dirlo ad alta voce sembra comunque poco, ma considerando che il resto delle tappe sono da 3 pernottamenti, un giorno in più ti apre un mondo di possibilità.

Kobe Nunobiki Herb Garden

Kobe Nunobiki Herb Garden

Prima di parlare della tappa però dovremo parlare di un’altra sosta intermedia; esattamente come faremo dopo Kawaguchiko, anche questa volta, sulla strada tra Takayama e Hiroshima ci fermeremo per una visita di una mezza giornata ai giardini di Kobe. L’idea è nata mentre facevo il calcolo del percorso per arrivare ad Hiroshima; il viaggio richiede un cambio nella città di Kobe, famosa in tutto il mondo per il rinomato manzo (ma soprattutto per l’aragosta… Che in realtà non esiste, ma i fan di How I met your mother coglieranno la citazione). In realtà non sono particolarmente interessato al manzo di Kobe, anche perché è un taglio di carne molto grassa e io non ne vado particolarmente matto. Però guardando la stazione di Shin-Kobe, dove dovremo cambiare treno, ho notato una buffa riga dritta che conduce nel nulla. Quella riga in realtà è la rappresentazione di una funivia che porta in cima ai giardini di Kobe. Mi è bastato dare un’occhiata a qualche immagine su internet per capire che era un posto non solo meritevole di una visita, ma che mi avrebbe fornito anche non pochi spunti fotografici.

Il complesso sorge sul pendio di una collina con vista sul mare. La funivia parte proprio dalla stazione del treno e si ferma sia a valle che a monte del complesso. L’idea è quindi quella di arrivare in cima con la funivia intorno all’ora di pranzo. Lì si trovano alcuni ristori e una specie di osservatorio. Una volta mangiato ci incammineremo verso valle seguendo i sentieri fino ad arrivare all’altra fermata della funivia per poi tornare alla stazione dove riprenderemo il treno per Hiroshima. Il tutto non dovrebbe richiedere più di 4 ore. Va detto che in realtà questa sosta dipende molto dal tempo; andare in giro per giardini con il diluvio universale non è esattamente un’attività interessante, quindi tutto dipende dalle condizioni atmosferiche. Fortunatamente viaggiare con il Japan Rail Pass ti dà una certa libertà di movimento, quindi se farà bel tempo (mi accontento anche di un cielo nuvoloso non troppo scuro) andremo a visitare i giardini, altrimenti prenderemo il primo treno per Hiroshima e, pazienza, ci andremo la prossima volta.

L’albergo questa volta l’ho cercato un po’ fuori dal centro della città, anzi, parecchio fuori, proprio davanti al molo da dove parte il traghetto per Miyajima (coincidenze? Non credo proprio). Il traghetto fa la spola da e verso l’isola fino a sera tardi, in questo modo ci teniamo aperta la possibilità di tornare a Miyajima anche più volte durante la nostra permanenza. Ma andiamo con ordine, le 3 giornate che passeremo a Hiroshima saranno dedicate a tre visite diverse, una ovviamente alla città, un’altra, come era facilmente intuibile, all’isola di Miyajima ed infine una ad un’altra isola molto particolare: Okunoshima.

Okunoshima, Turista circondata dai conigli  (Foto di Chris McGrath/Getty Images)

Okunoshima, Turista circondata dai conigli (Foto di Chris McGrath/Getty Images)

L’isola di Okunoshima è meglio nota come l’isola dei conigli. La leggenda vuole che una scolaresca, dovendosi sbarazzare di una coppia di conigli che non poteva più essere tenuta nell’edificio scolastico, decise di andarla a liberare sull’isoletta proprio di fronte alla costa. L’assenza di predatori e la prolificità della coppietta han fatto sì che l’isola venisse letteralmente conquistata da questi simpatici roditori. Che la storia sia vera o meno poco importa, sta di fatto che ci troviamo di fronte ad un altro luogo completamente dedicato ad un animale specifico (un po’ come lo Zao Fox Village).

In realtà il nome di quest’isola è stato parzialmente “ripulito” dai conigli, perché ai tempi della seconda guerra mondiale ospitava una fabbrica di gas nervino. I ruderi di quella fabbrica sono tutt’oggi visitabili ed è presente anche un piccolo museo. Quindi ricapitolando, piccoli roditori, bei panorami, molte zone per picnic ed infine un museo di interesse storico… come resistere? Non si può, ed infatti questa sarà la nostra prima visita.

Itsukushima Shrine e cervetti

Itsukushima Shrine e cervetti

La seconda giornata sarà dedicata all’isola di Miyajima, che, come già detto, si trova a soli venti minuti di traghetto dal nostro albergo. Se anche non ne avete mai sentito parlare, probabilmente avete visto una foto del grande torii che si trova in mezzo al mare subito di fronte all’isola, sulla costa che punta a ponente. L’immagine viene utilizzata da moltissime guide come foto di copertina ed è probabilmente uno dei simboli più noti del Giappone. La vicinanza col nostro albergo ci permetterà di approfittare di tutte le ore di luce possibile. Per l’occasione ho organizzato un “piccolo” itinerario che comprende una lunga passeggiata per il sentiero naturalistico che conduce ai piedi del monte Misen (la montagna che sovrasta l’isola), da lì una funivia ci condurrà sulla cima, dove sarà possibile fare un’escursione che ci porterà a vedere alcuni templi nascosti in mezzo alla natura incontaminata. Sul percorso non è impossibile incappare in cervi che vagano allo stato brado (eh sì, anche qui altri animali) e, anche se negli ultimi anni è diventato più difficile per via di un programma di rilocazione, potrebbero anche esserci delle scimmie che saltano da un albero all’altro. Sulla via del ritorno riprenderemo la funivia e visiteremo altre zone interessanti dell’isola, ma più vicine alla costa, per poi concludere il nostro giro verso le 18 presso l’Itsukushima Shrine, ovvero il sopracitato torii immerso nell’acqua. A quell’ora la marea si alza e il sole tramonta proprio alle spalle della struttura, rendendola estremamente scenografica. A conti fatti un monumento non va semplicemente visto, ma va visto all’apice del suo splendore, e da appassionato di fotografia questo è probabilmente il panorama che mi attira di più.

L’ultima giornata sarà dedicata alla visita della città di Hiroshima, quindi passeremo in rassegna tutte le attrazioni turistiche più classiche come il Bomb Dome (laddove cadde la ben nota bomba atomica) con relativo museo e ovviamente il castello della città. Faremo inoltre tappa allo Shukkeien Garden, un parco molto carino (almeno a giudicare dalle foto) con alcune sale da tè che ci aiuteranno a riprendere fiato tra una scarpinata e l’altra (ah già, non avevo detto che quasi tutti gli spostamenti li faremo a piedi, in fondo tutte le attrazioni sono molto vicine tra di loro).

Shukkeien Garden

Shukkeien Garden

PS: Come sempre, non essendo ancora stato in questi posti, non sono io l’autore delle foto presenti nell’articolo. Laddove sono riuscito a trovare la fonte, l’ho specificata nella disascalia.

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