Settima Tappa – Kyoto

Posted on Lug 6, 2015


L’ultima tappa del nostro viaggio è una vecchia conoscenza. Non si può pensare di andare in Giappone senza passare per Kyoto. È sicuramente una delle città più belle e più suggestive del panorama nipponico, pertanto vi torneremo per la terza volta. Tra l’altro, presi da un attacco di nostalgia, abbiamo deciso di soggiornare nello stesso ryokan in cui abbiamo alloggiato durante il nostro primo viaggio.

A differenza degli altri viaggi nei quali siamo arrivati e ripartiti dall’aeroporto di Narita, questa volta ripartiremo dal Kansai International Airport di Osaka, pertanto, mentre l’ordine delle altre tappe a subito variazioni nel corso dell’organizzazione, la prima (Tokyo) e l’ultima (Kyoto) sono sempre state fisse e intoccabili.

Un’altra piccola ma fondamentale nota su quest’ultima tappa è che, insieme alla tappa di Takayama, ha contribuito a decidere la data di partenza. Ogni anno a Kyoto il 22 di ottobre si celebra il Jidai Matsuri, un festival per ricordare la fondazione dell’antica capitale del Giappone. Tra parate, eventi, mercatini e folklore, il Jidai Matsuri viene considerato la versione autunnale del Gion Matsuri, che sicuramente molti conosceranno essendo la più grande celebrazione nel periodo della fioritura dei ciliegi.

Ora, una volta decise le tappe e il relativo ordine e sapendo che saremmo partiti di venerdì per poi ritornare di domenica (ovviamente 3 settimane dopo), abbiamo visto qual era il periodo giusto in cui il Takayama Matsuri e lo Jidai Matsuri cadessero proprio durante le relative tappe di Takayama e Kyoto e, guarda un po’, questa coincidenza capiterà proprio nel 2016 prevedendo il 30 settembre come giorno di partenza. Se non ricordo male una coincidenza simile sarebbe ricapitata solo nel 2025 o giù di lì… onestamente non mi andava di aspettare così tanto, quindi si parte l’anno prossimo.

Una maiko accompagna un turista al Gion, Kyoto, Giappone 2008

Una maiko accompagna un turista al Gion, Kyoto, Giappone 2008

Detto questo non resta che parlare di Kyoto… oh, quanto potrei parlare di Kyoto. Una città stupenda come non ce ne sono altre, con forse l’unico difetto che alla e 8 chiude tutto, ma una volta abituatisi all’idea si riesce a godere a pieno della città. Questa volta ho un obiettivo, uno e uno soltanto e cascasse il mondo ci andrò… In due viaggi non sono mai riuscito ad andare al Kinkakuji, il famoso tempio d’oro, ma questa volta neanche un terremoto potrebbe fermarci. Per carità, alla fine magari non sarà neanche granché, ma ormai è diventata una questione di principio. Durante il primo viaggio dovetti rinunciarvi perché, essendo un po’ fuori mano ne avevamo fissato la visita l’ultimo giorno, ma sfortuna volle che fummo entrambi colpiti da un po’ di influenza, e quindi passammo quel giorno a letto per poi ripartire il giorno dopo. Durante il secondo viaggio commisi l’errore di fissarne nuovamente la visita l’ultimo giorno di permanenza a Kyoto, ma questa volta la “fregatura” arrivò subdolamente: arrivati alla stazione degli autobus chiesi indicazioni al capo stazione che capì male la mia destinazione e ci fece prendere l’autobus per il Ginkakuji. Per carità, posto stupendo, ma per l’ennesima volta mancai di vedere ‘sto benedetto tempio d’oro. Sono quasi curioso di vedere cosa si inventerà la sorte in questa terza occasione.

Fushimi Inari Shrine, Inari (Kyoto), Giappone 2010

Fushimi Inari Shrine, Inari (Kyoto), Giappone 2010

La tappa sarà comunque ricca di visite, rivedremo luoghi noti ma visiteremo anche cose nuove, il tutto in un’unica e intensissima giornata di escursione, così da tenerci liberi per poter partecipare il giorno successivo al Jidai Matsuri. Ovviamente la prima tappa sarà al Kinkakuji (sbagliare è umano, perseverare è diabolico), dopodiché pensavamo di andare in tarda mattinata al Toji Temple, un parco in cui non siamo mai stati e in cui tra l’altro nel giorno della nostra visita si tiene un simpatico mercatino delle pulci. Il tempio si trova a due passi dalla stazione centrale di Kyoto, pertanto dopo pranzo ci sposteremo lì per prendere un treno che in circa 5 minuti ci porterà al Fushimi Inari Shrine, la famosa montagna la cui cima si può raggiungere tramite un lunghissimo tunnel di torii (anche questa immagine, insieme a quella di Miyajima, è forse una delle più famose e simboliche del Giappone). L’ultima volta che ci siamo stati ci siamo arresi a metà salita, ma ora ci siamo rimessi in forma e siamo pronti ad arrivare fino in cima. La giornata si concluderà al Nishiki Food Market, uno dei luoghi più belli di Kyoto, un insieme di lunghissime gallerie che accolgono ristoranti e negozi di cibo fresco e locale, una gioia per gli occhi e per il palato.

Nishiki Food Market, Kyoto, Giappone 2008

Nishiki Food Market, Kyoto, Giappone 2008

Per la seconda giornata non ho programmato nulla, probabilmente seguiremo il percorso del festival e ci limiteremo a saltellare allegramente tra le bancarelle al Gion, ma l’idea è di prenderla con tranquillità essendo, a conti fatti, il nostro ultimo giorno in Giappone. Il giorno dopo saremo in aeroporto, pronti per tornare a casa distrutti, esausti, ma auspicabilmente felici come bambini.

Pin It on Pinterest