In vacanza ad ogni costo

Posted on Lug 20, 2015


Quando decisi di aprire questo blog, ovviamente in gran parte fu perché avevamo deciso di partire per il Giappone e ne volevo parlare con chiunque avesse voglia di leggerlo, ma più in generale volevo un blog per parlare di quella che è la mia più grande passione, ovvero l’organizzazione dei viaggi. Per assurdo la fase dell’organizzazione mi piace quasi più del viaggio stesso, e visto che so che molti la ritengono una cosa noiosa, magari avrei potuto condividere qualche trucco o qualche metodo per rendere la cosa più semplice e piacevole per tutti.

Oggi vorrei parlare di un problema che mi capita di vedere spesso, ovvero di quelle persone che non valutano adeguatamente i rischi di una meta più o meno turistica rispetto ad un’altra e che si fanno convincere da offerte vantaggiose senza fare un minimo di ricerca sul perché quelle offerte siano così vantaggiose.

La montagna può essere tanto rilassante quanto pericolosa

La montagna può essere tanto rilassante quanto pericolosa

Prima di tutto c’è da fare una breve introduzione sul concetto di rischio accettabile. Andare in vacanza è un rischio? Beh, lo è anche uscire di casa ogni mattina, non si può mai sapere quando e come un imprevisto possa colpirci, ma sta a noi decidere che quantità di rischio siamo disposti a tollerare. Non siamo tutti uguali, c’è chi non esce mai di casa e chi va a scalare le Dolomiti a mani nude. Il rischio fa parte di un viaggio tanto quanto lo spazzolino da denti e in molti casi è uno dei principali motori che spinge le persone a girare il mondo.

Io sono un viaggiatore abbastanza prudente e soprattutto non molto amante del rischio. Ad esempio non mi capacito come ci sia tanta gente che si ostini ad andare in vacanza nel nord dell’Africa nonostante tutto quello che sta succedendo, ma a conti fatti un guerrigliero che arriva dal mare per sparare a raffica sui bagnanti non è una cosa facilmente prevedibile. Oddio, basterebbe guardare un telegiornale a caso per sapere che andare in quelle zone di questi tempi è abbastanza rischioso, ma poi sta all’individuo valutare se un rischio è più o meno accettabile.

Nonostante sia il mezzo più sicuro, l'aereo costituisce comunque un fattore di rischio

Nonostante sia il mezzo più sicuro, l’aereo costituisce comunque un fattore di rischio

Per fare un altro esempio, sappiamo tutti che l’aereo è il mezzo di trasporto meno rischioso che ci sia, poi però se il pilota del tuo aereo decide di suicidarsi portandosi dietro tutti i passeggeri te ne fai ben poco di tutte le statistiche di sicurezza. Il punto al quale voglio arrivare è che molti dei rischi ai quali ci sottoponiamo viaggiando sono per lo più imprevedibili, possono capitare a tutti ed in ogni luogo e sono pertanto difficili da evitare, l’unica cosa che si può fare è sapere a cosa si va incontro (informandosi con tutti i mezzi disponibili, a partire da Google) e decidere se ne vale la pena o meno.

Bene, premesso questo, non è assolutamente del rischio accettabile che voglio parlarvi (d’oh). Il motivo della premessa è che volevo fare un distinguo tra i rischi soggettivi che uno può decidere o meno di accettare e quelli oggettivi, facilmente prevedibili e soprattutto evitabili che invece molti continuano ad affrontare per mancanza di buon senso lamentandosene poi a posteriori. Avete mai sentito parlare della selezione naturale? No, non è un nuovo reality.

L’occasione mi giunge dalla richiesta di un amico che, sapendo della mia passione per il Giappone, mi ha chiesto se sapevo indicare a suo fratello, in procinto di partire, qualche festività che capiti durante il suo periodo di permanenza nel paese del sol levante. Ovviamente io ho detto di si, così lui mi ha inviato l’itinerario del fratello via mail… beh, la partenza è a fine agosto e rimarrà lì fino a metà settembre. Ora, chi conosce un minimo il Giappone, a queste parole gli si saranno drizzati i peli sulle braccia. Questa persona, di cui ovviamente non farò il nome, ha deciso di partire proprio durante la stagione dei tifoni il cui picco è tra metà agosto e metà settembre.

Nel box qui sopra c’è un link che salta fuori nella prima pagina di Google cercando le parole “travel japan when” che indica mese per mese i periodi migliori e peggiori per andare in Giappone. Non mi sembra molto difficile eppure in molti non ci si sprecano nemmeno. Magari perché hanno trovato quella che sembra l’offerta del destino in una delle tante agenzie di viaggi che si trovano in giro senza porsi la domanda “come mai costerà così poco?“, alla fine le agenzie di viaggi devono far profitto, quindi esiste la possibilità che vi tacciano alcune informazioni essenziali; oppure perché semplicemente si cerca di far coincidere la vacanza con i periodi di vacanza che si hanno a disposizione.

Ora, se per il primo caso ritorna il concetto di selezione naturale, per il secondo c’è da spendere qualche parola. Purtroppo gli impegni di lavoro attanagliano tutti noi e spesso proprio non è possibile organizzare viaggi per andare dove vorremmo nel periodo ottimale. Le vacanze però dovrebbero essere motivo di relax, quindi perché aggiungere un motivo di stress andando a visitare luoghi nel periodo sbagliato? Il mondo è vasto e i luoghi che meritano una visita di certo non scarseggiano, basta sforzarsi un minimo per cercare un posto che nel periodo a nostra disposizione dia il meglio di se e, statisticamente parlando, ci sarà solo l’imbarazzo della scelta.

Non va sottovalutato il fattore fortuna. Per il nostro primo viaggio in giappone ci regalarono un biglietto aereo, quindi non potemmo scegliere le date e capitammo nel pieno della stagione delle piogge... in due settimane non avrà piovuto per più di un'ora. Per nostra fortuna fu una stagione anomala

Non va sottovalutato il fattore fortuna. Per il nostro primo viaggio in Giappone ci regalarono un biglietto aereo, quindi non potemmo scegliere le date e capitammo nel pieno della stagione delle piogge… in due settimane non avrà piovuto per più di un’ora. Per nostra fortuna fu una stagione anomala

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