Prossima fermata: Shetland!

Posted on Ago 10, 2015


Per me organizzare viaggi è un po’ un hobby, così quando finisco di prepararne uno non riesco a stare fermo e devo iniziare a pensare ad altro. Da qualche tempo meditavo di lavorare su un progetto che mi portasse a visitare un luogo nuovo, inesplorato, che mi desse quelle stesse emozioni che ebbi la prima volta che organizzai un viaggio in Giappone. Inoltre mi sarebbe piaciuto visitare un luogo non troppo turistico, tranquillo, ma bello da mozzare il fiato. Combinazione assai difficile visto che se un posto è bello, inevitabilmente i turisti piovono a grappoli, eppure penso di aver trovato il posto perfetto.

Tutto è iniziato ad aprile, avevo appena finito di buttare le basi per il viaggio dell’anno prossimo e avevo iniziato a pensare a cosa fare quest’anno in vacanza. Alla fine ho optato per una gita a Londra con un amico, ma tra le varie idee mi era venuto in mente di fare un salto in Scozia, terra che adoro e che, soprattutto, mi avrebbe garantito qualche giorno di temperature fresche. Era ancora aprile e già sapevo che avrei odiato il caldo di quest’estate, ma non è niente di nuovo, io odio il caldo a prescindere; per me quando il termometro supera i 25 gradi inizia l’inferno.

Scogliere della riserva naturale Hermaness (Foto: Danny Green)

Scogliere della riserva naturale Hermaness (Foto: Danny Green)

Comunque sia l’idea di passare qualche giorno in Scozia mi solleticava, quindi andai a vedere se potevo organizzare qualche escursione in luoghi che non avevo ancora visto, come ad esempio l’isola di Skye. Iniziai a dare un’occhiata alle isole della Scozia e mi ricordai che durante la nostra precedente visita ci avevano parlato bene delle Orcadi, così iniziai a cercarle su Google Maps, per vedere fisicamente dov’erano e come raggiungerle… Sulla mappa notai un’isola un po’ più a nord delle Orcadi, quasi all’altezza delle Faroe Islands, ma che Maps mi segnalava ancora come Scozia. La cosa mi incuriosì a tal punto che iniziai a fare ricerche e feci così la conoscenza dello Shetland.

Parlavamo di natura incontaminata, paesaggi mozzafiato, tranquillità e pochi turisti in giro, beh, lo Shetland è questo e molto altro. È cultura, cucina, storia. È il punto dove la Scozia incontra i paesi scandinavi. Antico porto Vichingo, si vedono ancora oggi le rovine di quel periodo e alcune delle tradizioni che discendono da quel retaggio sono ancora vive nella cultura dell’isola, come l’Up Helly Aa, il capodanno Vichingo che viene ancora oggi festeggiato l’ultimo martedì di gennaio.

Capodanno Vichingo - Up Helly Aa (Foto: wikimedia)

Capodanno Vichingo – Up Helly Aa (Foto: wikimedia)

Insomma, già questo sarebbe stato sufficiente a convincermi a partire, ma non mi sono fermato a questo, ho cercato di approfondire gli aspetti naturalistici, e tra una foto di un panorama meraviglioso e l’altro ho scoperto che lo Shetland vanta una nutrita popolazione di Puffin, meglio noti in Italia come pulcinelle di mare; probabilmente uno degli animali più carini che conosca e che da tempo volevo vedere nel loro ambiente naturale. Sul sito dell’ente turismo hanno persino una webcam che li monitora costantemente.

Un adorabile Puffin, l'isola conta una popolazione di circa 300 mila esemplari (Foto: wikimedia)

Un adorabile Puffin, l’isola conta una popolazione di circa 300 mila esemplari (Foto: wikimedia)

Al che abbiamo pensato ad una cosa folle, invece di farci una vacanza breve, perché non farlo diventare un vero e proprio viaggio esplorativo? Uno di quelli che richiedono tempo e cura e che di solito si tramutano in esperienze uniche. E a quel punto perché non aggiungere un ulteriore fattore di novità/difficoltà? Giriamoci l’isola in bicicletta! Questo non solo sarebbe una cosa nuova per noi e, approfittando delle 19 ore di luce tipiche del periodo estivo, ci permetterebbe di esplorare l’isola a fondo, coi nostri tempi e a più diretto contatto con la natura.

Mousa Broch (Foto: wikimedia)

Mousa Broch (Foto: wikimedia)

Le idee sono brutte bestie, una volta che ti si infilano in testa sono quasi impossibili da scacciare, e questa in particolare si è ormai radicata saldamente, si è scavata un bel nido e ha anche deposto le uova che a loro volta si sono schiuse dando alla luce tanti piccoli puffin… Ok, ormai non riesco a pensare davvero ad altro. Ho sottoscritto l’abbonamento alla rivista dell’ente turismo dello Shetland e ora inizia la parte che più adoro, inizierò a documentarmi su vita, morte e miracoli dell’isola. Ovviamente una vacanza del genere non poteva essere organizzata in poco tempo, quindi abbiamo deciso di partire nell’estate del 2017 visto che il prossimo anno avremo il nostro bel da fare con il Giappone. Questo mi darà il tempo di pianificare ogni minimo dettaglio e auspicabilmente si tradurrà in un’esperienza unica.

Per il supporto e la documentazione fornita, si ringrazia l’associazione Promote Shetland.

 

La foto nella testata dell’articolo è di Brydon Thomason.

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